L’incontro tra economia e arte si manifesta solo a partire dagli anni ’70 e ’80, in cui le nozioni proprie dell’ambito economico iniziano a essere applicate alla realtà culturale.
Si è visto, infatti, come proprio da quegli anni si inizi a parlare di marketing culturale, tipologia di marketing finalizzata a “portare un numero adeguato di persone a contatto con l’arte/cultura, ottenendo il miglior risultato finanziario compatibile con questo obiettivo” (vedi lezione).
A differenza del “marketing tradizionale”, quello “culturale” tende a dare maggiore rilevanza e peso al “prodotto” più che ai propri “clienti” di riferimento.
Ne consegue che per le istituzioni operanti in questo ambito il livello qualitativo dei contenuti culturali delle proprie attività costituisca il principale elemento di preoccupazione a discapito della individuazione di un proprio target di riferimento e di un preciso posizionamento sul mercato.
In realtà, in un settore estremamente frammentato come quello delle arti e della cultura, sarebbe auspicabile che gli attori del sistema prestassero maggiore attenzione a questi aspetti ritenuti erroneamente di secondaria importanza.
A tal proposito, sarebbe opportuno che nell’ambito culturale si sfruttasse un importante strumento economico quale l’analisi SWOT, utilizzata spesso dalle imprese per la loro pianificazione strategica in quanto in grado di razionalizzare i propri processi decisionali.
Come già anticipato dal nome (Strengths, Weaknesses, Opportunities ,Threats), scopo principale di questa analisi è quello di identificare le principali linee guida strategiche in relazione a un obiettivo globale di sviluppo economico o settoriale; questo attraverso l’individuazione dei propri punti di forza e di debolezza oltre che delle opportunità e delle minacce date dal mercato.
La “SWOT analysis” si basa quindi su un confronto tra i fattori endogeni tipici dell’organizzazione e i fattori esogeni propri del mercato; mentre i primi sono parte integrante del sistema e su di essi è possibile intervenire, per quanto riguarda i fattori endogeni questi costituiscono delle variabili esterne che, seppur non modificabili, è necessario controllare.
Gli obiettivi raggiungibili attraverso questo strumento economico sono principalmente tre:
1) l’individuazione dei principali fattori di condizionamento del mercato
2) l’analisi degli scenari alternativi di sviluppo
3) l’impostazione di una strategia coerente
Come già sostenuto, l’utilizzo di questa tipologia di analisi all’interno del contesto culturale porterebbe le istituzioni operanti in questo ambito ad agire con maggiore consapevolezza valorizzando i propri punti di forza e contenendo i fattori di debolezza.
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