I giardini della Villa Reale di Monza
Visita ai giardini della Villa Reale di Monza
Domenica 30 marzo 2008, h. 11.00
Descrizione delle caratteristiche del bene culturale
Ville e parchi aperti della Rete ReGIS: Giardini della Villa Reale di Monza, aspetti botanici e culturali del giardino piermariniano
Promosso da:
Soprintendenza beni architettonici e paesaggistici di Milano, in collaborazione con Centro Documentazione Storica, Villa Ghirlanda Silva, Cinisello Balsamo
Data Inizio: 30/03/2008
Data Fine: 30/03/2008
Costo del biglietto: gratuito
Riduzioni: gratuito
Prenotazione: Nessuna prenotazione
Città: Monza
Luogo: Giardini di Villa Reale
Proprietà: Comunale
Indirizzo: viale Brianza
Provincia: Milano
Regione: Lombardia
Orario: 11.00-15.00
Telefono: 02 66023550/535
Fax: 02 66023514
La Villa Reale di Monza è un grandioso palazzo costruito per volere degli Asburgo d’Austria nella seconda metà del XVIII secolo, la cui edificazione si è prolungata attraverso diverse fasi dal 1777 al 1870.
Il progetto originario del complesso, comprendente la villa e i giardini, è dovuto a Giuseppe Piermarini, Imperial Regio Architetto, figura celeberrima nell’ambito del Neoclassicismo lombardo. L’imperatrice Maria Teresa d’Austria gli affida la realizzazione del palazzo, da adibire ad abitazione di campagna per il figlio, l’Arciduca Ferdinando, allora residente a Milano, poiché governatore della Provincia.
La pianta a U è tipica delle ville lombarde: l’impianto consta di un corpo centrale, di rappresentanza, da cui si dipartono due ali laterali, poste ad angolo retto, che accolgono le stanze padronali e degli ospiti, cui si aggiungono altri corpi di fabbrica destinati alla servitù, alle stalle e agli attrezzi.
Con l’arrivo dei Francesi a Milano, e la successiva incoronazione di Napoleone nel 1805, la villa passa dagli Asburgo d’Austria al cognato di Bonaparte e viceré di Francia, Eugène de Beauharnais, che la fa ampliare con l’aggiunta della Cavallerizza e del Teatrino di Corte.
L’odierno ingresso della Villa Reale su Viale Regina Margherita è rivolto a ovest, ed è preceduto dal cortile d’onore, collocato tra i due bracci laterali dell’edificio, e racchiuso da un cancello decorato da lance dorate. La facciata principale è caratterizzata da una scalinata centrale e da una terrazza, nonché dall’apertura di molte finestre, presenti lungo tutto il perimetro dell’edificio, poiché peculiari dello stile neoclassico.
Il prospetto rivolto verso i giardini sul lato est è anch’esso preceduto da una scalinata scenografica, poiché originariamente questo doveva essere l’ingresso monumentale alla residenza.
Infine, all’estremità dell’ala sinistra dell’edificio, si trova la Cappella, con pianta a croce greca, sempre su progetto di Piermarini.
L’architetto teresiano si occupa anche dei giardini retrostanti la villa, che si estendono per quaranta ettari: originariamente essi nascono dalla fusione tra giardino all’italiana e giardino all’inglese. Il primo è caratterizzato da parterres di forma geometrica precisa, eredi dei giardini quattrocenteschi particolarmente in voga presso le Ville Medicee, e poi sviluppatisi lungo il corso del XVI e XVII secolo specialmente nell’Italia centrale, e imitati in seguito oltralpe dai Francesi. Il giardino all’inglese è invece volutamente lasciato in maniera apparentemente incolta, a rappresentare una natura incontaminata e non ancora corrotta dall’intervento umano.
I giardini progettati da Piermarini sono quindi anticamente divisi in parterres all’italiana, giardino all’inglese, frutteti e orti botanici, decorati da ruderi provenienti da Milano, e abbelliti da laghetti (oggi ne è visibile solo uno) e abitati da varie specie animali.
Solamente in epoca ottocentesca, ai giardini si aggiunge il Parco di Monza per volere di Napoleone, che fa inoltre costruire il lungo viale prospiciente la villa (attuale Viale Cesare Battisti), che la collega a Milano, e che ancora oggi funge da ingresso scenografico alla residenza, riecheggiando celeberrimi esempi francesi quali Vaux-le-Vicomte e Versailles.
Le ultime fasi costruttive della villa risalgono alla seconda metà del XIX secolo: nel 1859 il palazzo passa ai Savoia, che lo modificano e ampliano secondo lo stile neobarocco in voga all’epoca.
Lungo i quarant’anni successivi i Re d’Italia prediligono la villa di Monza come residenza estiva, fino all’anno 1900, quando re Umberto I è ucciso dall’anarchico Gaetano Bresci proprio su Viale Cesare Battisti, nel luogo che oggi ospita la Cappella Espiatoria, edificata per commemorare il tragico evento.
Da allora la Villa Reale e i suoi giardini sono stati abbandonati all’incuria più totale, in cui versano tuttora, nonostante alcune sale di rappresentanza, il Teatrino di Corte e la Cappella siano aperti per visite guidate su prenotazione, e il Serrone sia adibito a ospitare mostre di vario genere. I giardini non conservano invece nulla dell’aspetto originario, se non l’impianto all’inglese, esteso a tutta la proprietà, e uno dei laghetti, su cui si affaccia un tempietto neoclassico oggi imbrattato da scritte a spray.
Negli ultimi anni si sono succeduti diversi concorsi per la progettazione di seri lavori di restauro, ma fino ad oggi il Comune di Monza e la Provincia di Milano non sono approdati a nulla.
Motivazione della scelta
Ho deciso di partecipare alla visita guidata ai giardini della Villa Reale per la vicinanza con il bene culturale, poiché abito a Monza. Mi interessava inoltre acquisire conoscenze sui giardini, in quanto generalmente aperti al pubblico liberamente, senza visita guidata.
Ho ricercato i materiali on-line, collegandomi al sito del Ministero, attraverso il link disponibile sul nostro blog.
Costi
I costi sostenuti sono stati quelli della benzina.
Valutazione dell’esperienza
Per quanto riguarda la visita ai giardini, penso sia stata molto interessante l’introduzione storico-artistica fornita da un architetto in merito non solo ai giardini, ma anche alla villa, piuttosto che la spiegazione forse troppo specialistica di un botanico riguardo alle diverse specie di piante presenti nel parco.
Nel complesso sono rimasta soddisfatta, data anche la bella giornata, ma mi preme sottolineare la disorganizzazione degli “addetti ai lavori”.
Come da sopra, si può vedere che i dati forniti dal sito del Ministero indicano che la visita non necessitava di alcuna prenotazione. Poiché non sono andata da sola, e avevo bisogno di alcune informazioni relative agli orari, ho preferito telefonare al numero indicato sulla scheda. Il numero fa in realtà riferimento a un ufficio avente sede a Cinisello Balsamo, che non conosce nulla riguardo la visita ai giardini della Villa Reale, quindi rimanda alla Pro-Monza, con sede a Monza.
Contattando la Pro-Monza sono stata informata del fatto che il sito del Ministero fornisce indicazioni errate (chi ha ragione?), poiché è necessaria la prenotazione, e le visite non si svolgono ad orario continuato dalle 11.00 alle 15.00, bensì ALLE 11.00 e ALLE 15.00.
Chiedendo inoltre quale fosse il punto di ritrovo, mi è stato detto la Porta Gotica in Via Boccaccio (di recente restaurata), quando invece era la semplice entrata ai giardinetti 50 metri prima. La guida si è scusata con i visitatori per il disguido …
A questo punto aggiungerei, ai costi della benzina, quelli del cellulare!
DAP
Normalmente per compiere una visita guidata al complesso i visitatori pagano 5€. Penso che tale prezzo sarebbe accettabile se la villa e i giardini fossero mantenuti decorosamente. Come già accennato in precedenza ritengo che lo stato di conservazione in cui versano i giardini, e ancora di più la villa, sia pietoso, e che sia una vergogna che una città d’arte come Monza non tuteli né valorizzi un gioiello quale la Villa Reale, tanto più che nel 2009 sarà istituita la nuova provincia di Monza e Brianza.
Non bisogna certo sottovalutare che l’incuria per molti anni è dipesa dall’abbandono subìto dalla residenza in seguito all’uccisione di Umberto I, però è altresì necessario che il Comune di Monza e i soggetti direttamente interessati si mobilitino seriamente per il restauro da anni paventato, in quanto il rinnovamento del complesso attrarrebbe nel futuro capoluogo lombardo una maggiore quantità di turisti, il che andrebbe a beneficio dell’intera economia brianzola.
Anche perché il caso della Villa Reale di Monza non regge il confronto con le altre residenze sabaude recentemente restaurate a Torino e nelle province limitrofe, quali Venaria Reale, Stupinigi, Racconigi e Aglié, che ho tutte visitato poco tempo fa, riscontrando di persona una impressionante affluenza di pubblico, e che sono anche utilizzate come location di prestigio per produzioni televisive. Un esempio altrettanto celebre è il Castello di Rivoli, altra residenza sabauda, rimasta incompiuta, che oggi è sede di uno dei più importanti musei d’arte contemporanea in Italia.
Sarebbe bello, nonché utile, per Monza, prendere esempio dall’esperienza piemontese, al fine di valorizzare un magnifico capolavoro dell’architettura neoclassica, che è testimonianza dell’avvicendarsi di imperi e regni che hanno fatto la Storia d’Italia.
Francesca TROVALUSCI
LS Storia dell’Arte
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