Guida del FAI per un weekend - Palazzo Mezzanotte
La mia avventura a Palazzo Mezzanotte
Per i ragazzi dell’interfacoltà che vogliono unire l’arte all’economia, consiglio una visita a Palazzo Mezzanotte, ex Palazzo della Borsa, in Piazza Affari a Milano. È uno dei beni facenti parte dell’iniziativa promossa dal FAI per le Giornate di Primavera del 5 e 6 aprile, già aperto al pubblico l’anno scorso, che a maggior ragione in questi giorni può essere visitato per commemorare il bicentenario della Borsa, e il primo decennio dalla privatizzazione.
Palazzo Mezzanotte prende il nome dall’omonimo architetto, che non si occupa soltanto della progettazione del complesso, bensì di tutti gli arredi mobili e immobili, e della riqualificazione dell’area circostante, corrispondente alle odierne Piazza Affari, Via di San Vittore al Teatro, Via Meravigli e Via delle Orsole.
Senza starvi a raccontare tutto, all’interno la visita inizia dall’atrio, e continua nella cosiddetta Sala delle grida, così denominata perché vero centro propulsore dell’attività della Borsa gridata. Oggigiorno la Borsa gridata non esiste più: il palazzo è stato infatti oggetto di ingenti e lunghi lavori di restauro tra il 1988 e il 2002, per cui inizialmente le contrattazioni sono state spostate all’interno di una struttura provvisoria situata al centro dell’antistante piazza – denominata il “gabbiotto” – fino al 1994, anno in cui si è passati definitivamente all’odierno sistema di negoziazione interamente multimediale. Palazzo Mezzanotte è oggi sede del Congress&Training Center, gestito da Borsa Italiana Spa, società che si occupa dell’intera finanza italiana e si è da poco unita alla London Stock Exchange.
Lungo il percorso, la guida è supportata da pannelli che illustrano le precedenti sedi della Borsa a partire dal 1808, anno il cui il cognato di Napoleone, Eugène de Beauharnais, emana due editti in merito alla nascita della Borsa milanese: il Monte di Pietà nell’omonima via (tra La Scala e Pinacoteca di Brera), il Palazzo dei Giureconsulti (su Via Dante, proprio davanti al Palazzo dei Mercanti), e infine Palazzo Broggi in Piazzale Cordusio, situato nella parte meridionale dell’ellisse progettata da Luca Beltrami, all’imbocco di Via Orefici. Tutti questi luoghi risultano di volta in volta essere troppo esigui per ospitare gli scambi di azioni, titoli e merci, per cui nel 1925 il Consiglio provinciale per l’Economia acquista l’appezzamento di terreno sul quale sorge l’odierno Palazzo della Borsa, e ne affida la realizzazione a Paolo Mezzanotte, che dà avvio ai lavori nel 1927. L’inaugurazione ufficiale avviene il 4 novembre 1932 alla presenza del Duce. Il palazzo è infatti uno splendido esempio di architettura stile Novecento, particolarmente apprezzata, assieme a quella razionalista di Lancia o Muzio, dal regime fascista.
Sono molto simpatici anche i pannelli che nella Sala delle grida mostrano alcuni esempi di gesti, e il video che scorre in looping sulla parete dove era collocato il celebre tabellone luminoso … Da qui si passa poi al piano seminterrato, che ospita l’ex Taverna Ferrario, così chiamata dal nome del gestore che per primo ha in cura il ristorante che, fino agli anni Sessanta, durante il giorno ospita i finanzieri, mentre di sera è adibito a sala da ballo e locale per ascoltare musica jazz. Lo spazio cavo sottostante è caratterizzato anche da una moderna pavimentazione in vetro, che permette ai visitatori di ammirare i resti di fondamenta romane risalenti ad un edificio del II secolo d.C., nonché al teatro di età imperiale. La zona di ristoro, ancora oggi utilizzata per ospitare servizi di catering, è finemente arricchita da decorazioni parietali a maiolica realizzate da Gio Ponti, allora direttore artistico della Richard Ginori, fabbrica di ceramiche lungo il Naviglio (inglobata nello stabilimento della Sanpellegrino Spa, altro bene aperto al pubblico in queste Giornate di Primavera; anche perché ricordo che il tema conduttore è Acque a Milano legate alla fede, alla salute, al territorio).
Prima di uscire si propone inoltre un video riassuntivo, di una decina di minuti, che aggiunge però molte informazioni relative all’evoluzione più prettamente finanziaria della Borsa di Milano, ripercorrendo le tappe più significative che hanno condotto alle odierne transazioni telematiche e al centro congressi di Palazzo Mezzanotte.
Si esce poi dal lato sinistro, per ammirare il fianco incompiuto dell’edificio, sottolineato dal rivestimento in laterizio – che crea un contrasto cromatico con il candore del marmo della facciata (prevalentemente travertino, ma anche serizzo e granito) – e decorato con formelle di Leone Lodi, rappresentanti i dodici segni zodiacali e il Sole, la Luna e le Comete. Lo scultore contribuisce, insieme a Gemignano Cibau, anche all’apparato plastico della facciata, ultima tappa della visita. Monumentale e plastica, di forte impatto, è arricchita da altorilievi e sculture a tutto tondo simboleggianti i Quattro Elementi, rivisti in chiave di lavoro e progresso, valori che ben si confanno all’attività economica e finanziaria che si svolge nel palazzo.
Ci sarebbero molte più cose da dire, comunque se vi può interessare molte informazioni si trovano su www.historytour.it.
Palazzo Mezzanotte è un bene splendido e molto ben conservato, del quale non sapevo nulla prima di fare questa esperienza. Le ragazze del FAI sono state disponibilissime nel fornirci il materiale con una trattazione più che esaustiva della storia della Borsa e del complesso, tanto che molte volte non è possibile dire tutto, e spesso le informazioni aggiuntive si danno rispondendo alle domande dei visitatori. La rappresentante di Borsa Italiana Spa è stata inoltre molto scrupolosa nel mettere a disposizione ulteriore documentazione sugli aspetti più prettamente economici e finanziari delle transazioni telematiche, nonché un DVD con un video sulla storia della Borsa, che abbiamo ritirato in delegazione FAI di Milano.
Fino ad ora e durante la prima Giornata di Primavera mi sono trovata molto bene, anche perché ho potuto imparare in poco tempo a gestire un ingente flusso di visitatori, a sincronizzarmi con le altre guide, e ho osservato come lavorano volontari e delegati del FAI.
L’articolo “Luci e ombre della Settimana della Cultura” sottolineava la differenza tra la sponsorizzazione della Settimana della Cultura in confronto a quella del FAI. Concordo pienamente, in quanto io sapevo ben poco dell’offerta della prima, mentre da anni conosco l’iniziativa proposta dal FAI, e la sua maggiore qualità. Basta citare l’esempio disorganizzativo delle telefonate tra Cinisello e Monza sull’obbligo di prenotazione di cui ho scritto nel mio articolo sulla Villa Reale. Mi domando: è il sito del Ministero che non fornisce i dati corretti sulle istituzioni interessate, o viceversa?
Ho invece avuto modo di vivere personalmente la dedizione delle delegate del FAI quest’oggi, soprattutto nelle presentazioni che precedono le visite e nel fatto che ci tengono molto che le guide siano preparate. Abbiamo partecipato ad un sopralluogo con le delegate tre settimane prima dell’evento, in modo da poter conoscere il percorso della visita, e al fine di porre loro delle domande su eventuali dubbi riguardo al materiale fornitoci.
Al banco d’entrata sono poi disponibili guide, magliette, brochures, pieghevoli, braccialetti, alcuni gratuiti, e altri offerti ai visitatori in base al loro grado di contribuzione al FAI. La campagna di informazione è certamente molto curata, e anche noi guide facciamo del nostro meglio per mettere lo spettatore a suo agio.
Penso sia stato bello contribuire al patrimonio che studio e voglio continuare a studiare. E documentandomi su Palazzo Mezzanotte non ho potuto fare altro che pensare che ogni bene culturale ha dietro di sé una storia immensa, e ho capito davvero quello che dice Settis nel suo libro.
E domani, altra giornatona, dato che la fila era lunga … Ma con gioia.
Francesca TROVALUSCI - LS Storia dell’Arte
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