Visita alla Collezione Permanente e alla mostra “Ezio Gribaudo e le stanze delle meraviglie”
Contributo di Vera Dell’Oro.
Nel 2000 è stata inaugurata la sede del museo d’arte contemporanea di Lissone. La Galleria raccoglie un folto nucleo di quadri contemporanei premiati e acquistati durante gli anni del Premio Lissone che, iniziato nel 1946 e conclusosi nel 1967, ebbe dapprima carattere nazionale e dal 1953 divenne internazionale.
La collezione permanente comprende opere che si riallacciano all’astrattismo classico ed al neoconcretismo, altre alla pittura informale, gestuale e materica, altre ancora si riportano alla pittura del segno, alla nuova figurazione ed alla pittura post-espressionista d’immagine. Oltre a opere di grandi artisti italiani come Birolli, Morlotti, Moreni, Vedova, Francese, Dorazio, Scanavino, Romiti, Vaglieri, Adami, Schifano ed altri grandi maestri della pittura, una particolare sezione è dedicata alla vita e all’opera di Gino Meloni.
Attualmente la sede ospita la mostra retrospettiva di Ezio Gribaudo, interessante artista italiano contemporaneo, fino a pochi giorni fa a me sconosciuto.
Ho colto l’occasione dell’iniziativa proposta a lezione per visitare il museo di Lissone in quanto ne avevo sentito parlare positivamente ma non ci ero mai stata dato che, pur essendo piuttosto vicino a casa mia (15 km), il più delle volte, quando programmo di visitare una mostra finisce che mi ritrovo a voler partecipare a quelle che sono sponsorizzate come grandi eventi, per lo più a Milano o a Como.
Sono invece rimasta piacevolmente stupita dall’organizzazione di questo piccolo museo, ben concepito come sede espositiva e organizzato dal punto di vista dei servizi e del percorso didattico che, a differenza di altre rinomate pinacoteche, mi ha veramente lasciato qualcosa (forse ciò è stato favorito anche dalla quasi totale assenza di pubblico).
L’ingresso alla raccolta civica è libero tutto l’anno, ciò nonostante, anche durante la settimana della cultura l’affluenza è stata piuttosto scarsa. Questo fattore mi fa pensare che l’iniziativa promossa dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali sia rimasta alla mercè di un pubblico elitario, già abituato a visitare convegni e musei di vario tipo, quando forse avrebbe dovuto coinvolgere in vari modi una più ampia cerchia di persone. Probabilmente l’iniziativa non è stata sufficientemente pubblicizzata in quanto, anche analizzando target differenti, ho riscontrato che per esempio tra gli appassionati di cinema non erano in molti a sapere che giovedì sera l’ingresso alle sale costava un euro.
Tornando al museo di Lissone devo ammettere che la visita è stata un’esperienza molto positiva che probabilmente se non fosse stato per questa iniziativa avrei continuato a rimandare nonostante l’ingresso libero.
Facendo un breve bilancio l’unica spesa affrontata è stata quella per il carburante che secondo il sito www.viamichelin.it (sono una donna e queste cose non le so) ammonterebbe a circa 4 euro.
Quel che è certo è che probabilmente tornerò in questa sede a visitare altre mostre temporanee.
Vera Dell’Oro
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