1. Introduzione
Evento scelto:
Apertura straordinaria con visita guidata gratuita a Palazzo Isimbardi, promossa dalla Provincia di Milano in occasione della manifestazione “Giornata di Primavera 2008”
Data: 6 aprile
Costo del biglietto: gratuito
Prenotazione: Nessuna prenotazione
Città: Milano
Luogo: Palazzo Isimbardi
Indirizzo: via Vivaio,1 (ingresso da Corso Monforte, 35)
Provincia: Milano
Regione: Lombardia
Orario: ore 14.00- 19.00
Di quale bene si tratta:
Palazzo Isimbardi è la sede storica della Provincia di Milano. La parte più antica di questo palazzo risale almeno al XVI secolo. È possibile che la sua costruzione risalga a un periodo precedente, anche se non esistono documenti che possano provarlo. All’interno sono conservate opere d’arte.
Breve descrizione delle caratteristiche del bene:
Palazzo Isimbardi nasce come dimora di campagna, in una zona, quella nei pressi di S.Babila, oggi centralissima, ma all’epoca al di fuori della cerchia delle mura. Al 1497 risale il più antico documento che testimonia l’esistenza di questo palazzo e la sua appartenenza alla famiglia Pallavicino.
Nel 1552 la villa passa alla facoltosa famiglia Taverna che già possiede un palazzo in Milano e desidera avere anche una residenza estiva, di campagna.
In quello stesso periodo, con la rivoluzione urbanistica del governatore Ferrante Gonzaga, il palazzo rientra nella cerchia dei “bastioni” e quindi fa parte a pieno titolo della città di Milano.
L’importanza della villa cresce, ma trovandosi ancora in una zona semirurale rimane intatto il suo fascino “di campagna”. Comincia però ad assumere i connotati di un vero “palazzo”, pur mantenendo le sue funzioni di villa, luogo dedicato agli svaghi.
Nel 1731 il palazzo passa ai conti Lambertenghi fino al 1775, anno in cui viene acquistato dai marchesi Isimbardi, dai quali prende il nome che mantiene attualmente.
Gli Isimbardi, provenienti dal Pavese e quindi poco conosciuti a Milano, avevano bisogno di un’abitazione di prestigio per inserirsi nel “bel mondo” della Milano di quel tempo. Perciò rimaneggiano il palazzo aggiungendovi stucchi e porte laccate e lampadari di gusto veneziano.
Per uniformarsi al gusto ottocentesco viene modificata in seguito la facciata, che diventa di stile neoclassico, e il giardino, non più all’italiana, ma all’inglese.
Nel 1918, estintasi la famiglia Isimbardi, il palazzo viene acquistato dall’industriale legnanese Tosi, che ne modifica le sale privilegiando la funzionalità borghese allo stile aristocratico.
Negli anni ’30 la Provincia di Milano acquisisce l’immobile per farne la propria sede.
2. Motivazione della scelta
Cosa mi ha portato a privilegiare la scelta di questa visita rispetto ad altre possibilità:
Sebbene questo bene non compaia nell’elenco dei beni aperti durante la giornata di Primavera del FAI, la provincia di Milano ha deciso di aprire straordinariamente il palazzo alle visite, per approfittare del gran numero di persone già in movimento per l’iniziativa FAI.
Perciò la visita, guidata e gratuita, cui era possibile accedere senza prenotazione, non era organizzata dal FAI, ma dalla provincia di Milano.
La cosa mi ha tratto in inganno, perché inizialmente ero convinta che si trattasse di un bene aperto solo in questa occasione (invece è visitabile su prenotazione ogni primo e terzo venerdì del mese) e la coda di persone davanti all’ingresso sembrava confermare questa mia convinzione.
L’interesse però era dato anche dal fatto che avevo sentito parlare della sede della provincia di Milano dal mio papà, che, per motivi di lavoro, è stato costretto a “visitare” i suoi uffici piuttosto spesso e che aveva affermato che non c’era niente di interessante da vedere. Come potete intuire, non mi sono lasciata convincere granché dalle sue parole.
Dove ho raccolto informazioni:
In una pagina interna del quotidiano di sabato 5 ho visto la pubblicità dell’iniziativa (tra l’altro letta senza sufficiente attenzione, dato che non mi sono resa conto che il bene non faceva parte dell’iniziativa FAI nonostante le date coincidessero).
3. Costi
L’unico costo sostenuto è stato quello della metropolitana (€ 2), dato che mi trovavo già a Milano per la visita a Palazzo Mezzanotte.
4. Valutazione dell’esperienza
Poiché la visita a palazzo Mezzanotte era terminata alle 17.30 circa e palazzo Isimbardi chiudeva alle 19.00, ho pensato non dovessero esserci problemi per la visita.
Invece, appena arrivata (verso le 17.40 circa), ho visto subito un nutrito numero di persone sul marciapiede in attesa di entrare. Nonostante questo non mi sono scoraggiata, perché la coda affrontata per l’ingresso alla Borsa era almeno quadrupla e si era risolta nel giro di un’ora o poco più.
Invece, mentre altre persone si affollavano in coda dopo di me, non si avanzava affatto.
L’attesa intanto cominciava a diventare estenuante e faticosa, dato che ero schiacciata tra chi mi stava davanti e chi mi stava dietro, senza possibilità di muovermi.
Alle 19.30 finalmente sono riuscita a varcare l’ingresso di Palazzo Isimbardi e ho scoperto di avere ancora almeno un’ora di attesa davanti a me, perché le 8 (?) guide non potevano accompagnare più di 20 visitatori per volta (per motivi di “tenuta” di alcune sale, che devono ancora essere pienamente ristrutturate) e c’erano già diversi gruppi in attesa nel cortile, che aspettavano l’arrivo di una guida che li venisse a prelevare.
Alle 20.30 finalmente ho potuto cominciare, insieme col penultimo gruppo di persone, la visita di palazzo Isimbardi.
Per fortuna la guida, seppure stanchissima, si è dimostrata preparata, simpatica, disponibile e soprattutto ironica nell’evidenziare i tratti più particolari di palazzo Isimbardi, raccontandoci aneddoti storici e curiosità.
Il percorso di visita durava un’ora e siamo usciti dal Palazzo alle 21.20.
5. DAP
Per una visita di questo tipo non può essere richiesto un pagamento, almeno non con una simile organizzazione e in tali condizioni!
Con un’organizzazione migliore e data la preparazione delle guide (che sono tra l’altro normali dipendenti della Provincia, coinvolti in questo progetto per loro interesse personale), si potrebbe far pagare un biglietto tra i 3 e i 5 €, magari con ingresso gratuito per chi abita nel territorio della Provincia di Milano.
6. Altro
Nel percorso di visita ci è stato anche richiesto di esprimerci sulla sistemazione del monumento che la Provincia ha commissionato per ricordare le vittime del terrorismo e che attualmente si trova nel giardino del Palazzo. L’alternativa è di renderlo visibile a tutti posizionandolo in via Vivaio, all’ingresso degli uffici della Provincia, ma si teme che possa essere danneggiato da vandali.
Il risultato di questo sondaggio, effettuato tra tutti coloro che visitano il Palazzo, deciderà la collocazione definitiva del monumento.
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