Visita alla Borsa (l’ennesimo post)

Anche io in occasione della 16^ giornata FAI di primavera ho approfittato per partecipare alla visita di Palazzo Mezzanotte (dal nome dell’architetto che lo ha progettato), meglio conosciuto come Palazzo della Borsa Valori.

 

Cercherò di essere il più essenziale possibile nella descrizione.

L’edificio, inaugurato nel 1932, rispecchia il gusto architettonico dell’epoca fascista, evidente soprattutto nella facciata monumentale che incornicia piazza Affari assieme ad altri edifici razionalisti degli anni ’40. Anche nell’atrio si apprezza il gusto per le forme geometriche limpide già viste nella facciata e per i fregi simbolici che richiamano l’idea dell’attività umana legata al mercato e all’economia di scambio.

Dall’atrio si accede alla Sala delle Grida, dove fino al 1994 si svolgevano le contrattazioni che ora sono telematiche. Scendendo al piano inferiore si possono ammirare, sotto il pavimento di vetro, i resti di un edificio di epoca romana ritrovati al momento della costruzione del palazzo. Quest’ambiente, che oggi è stato ridimensionato per far spazio ad altre sale per l’attività della Borsa, un tempo accoglieva un locale di ristorazione che veniva aperto al pubblico che poteva assistere a concerti jazz o dilettarsi con giochi vari. Della decorazione di ceramica disegnata da Giò Ponti oggi rimangono alcune figure femminili di contadine ritratte in un momento di riposo, circondate dai frutti del loro lavoro, e altri ornamenti allegorici e non.

 

Ho scelto di visitare questo palazzo perché mi incuriosiva vedere la sede concreta del mondo della finanza di cui sento notizie quotidianamente ma non ho mai potuto vedere all’interno. Non so se sia visitabile in altri momenti dell’anno, ma in questa occasione avevamo a disposizione anche la guida – una nostra compagna di corso! – naturalmente a costi zero. (Non credo che sia la stessa capitata alla mia compagna, perchè era molto preparata e con un’ottima proprietà di linguaggio, forse fin troppo specifico, in particolare quando si riferiva a componenti architettoniche.)

 Se dovessi proporre un costo per la visita, ipotizzerei circa 10€ tra entrata e spiegazione per un gruppo di circa 20/25 persone.

Attraverso una libera offerta si poteva acquistare un opuscolo che contiene delle brevi spiegazioni di tutti i beni FAI della Lombardia aperti al pubblico per quest’iniziativa. Inoltre in omaggio ne veniva distribuito un altro sulla storia della Borsa, oppure si poteva acquistare un volume al prezzo di 20€ (in offerta per l’occasione) pubblicato da Il Sole24ore sempre sulla storia della Borsa e con interviste a protagonisti dell’economia italiana. Trovandomi già a Milano non ho affrontato costi aggiuntivi di trasporto.

 

Grazie ad una consistente pubblicità e alla consuetudine annuale con cui si ripete l’appuntamento col FAI, l’iniziativa ha avuto successo, testimone ne era la fila per entrare. L’efficienza dell’organizzazione l’ha resa scorrevole, mentre altrettanto non è successo quando ho provato a visitare la chiesa di Sant’Antonio. Bisogna considerare però che quest’ultima ha dimensioni esigue, quindi non permette un afflusso consistente di persone che, invece, in Palazzo Mezzanotte poteva essere distribuito nei vari ambienti visitabili.

Credo che l’alta qualità del “servizio” che il FAI ci ha regalato sia dovuta ai volontari che animano l’iniziativa: sono preparati ed animati da autentica passione nel condividere col pubblico i tesori nascosti a cui dedicano le loro forze.

 

Il FAI promuove anche la possibilità di sostenerlo tramite donazioni e di iscriversi per ottenere sconti vantaggiosi ed opportunità di partecipare a visite o altre attività organizzate dall’associazione. Il contributo annuale richiesto alle persone fino a 25 anni è di soli 20€ che sono ben contenta di pagare, considerato che l’associazione è senza scopi di lucro ed agisce in concreto salvando e valorizzando il nostro patrimonio nazionale.

Aderite numerosi!

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