Ricollegandomi al tema dell’inizio della lezione del 7 aprile, ho pensato di porre a confronto l’analisi di due beni che ho avuto modo di visitare grazie alle due diverse iniziative: “Settimana della Cultura” e “Giornata di Primavera del FAI”.
Tengo a precisare che, mentre alla prima ho partecipato esclusivamente come visitatrice, alla seconda sono invece intervenuta attraverso uno stage, collaborando alla formazione degli “Apprendisti Ciceroni”, quindi i punti di vista sono un po’ diversi.
SETTIMANA DELLA CULTURA:
Castello Visconteo di Galliate (31 marzo 2008)
Il castello sorse a partire dal 1476 per volere di Galeazzo Maria Sforza, sulle basi di una precedente fortezza viscontea risalente alla fine del Duecento.
Il complesso è veramente imponente: la pianta a forma di quadrilatero misura 108×80 m. ed è circondata da un ampio fossato; quattro torri sorgono agli angoli, mentre altre due trovano posto sui lati maggiori e accolgono le porte principali d’ingresso. Le mura, che nel lato ovest sono sostituite da fabbricati moderni, presentano merlature ghibelline .
Restano pochissime tracce della decorazione rinascimentale, mentre alcune sale dell’ala sud-ovest, ora adibite a biblioteca, presentano decorazioni ad affresco e in stucco realizzati a partire dal Seicento.
Nell’ala est sorgono un portico in stile neorinascimentale e un salone, ottocenteschi, oggi proprietà comunale, come gran parte del complesso; retaggio del frazionamento della fine dell’Ottocento, resta di proprietà privata la zona centrale del castello.
In una delle sale era inoltre allestita una mostra intitolata “Tra poesia e sogno” dedicate ad alcune tavole di Michele Ferri.
Ho deciso di visitare questo bene perché non molto lontano alla zona in cui abito e perché né io, né le persone che mi hanno accompagnato, avevamo avuto occasione di ammirarlo.
Ho scoperto dell’apertura del castello nel sito del ministero, ma le informazioni sugli orari della visita e circa l’obbligo di prenotazione non erano chiari, inducendomi a chiamare il numero legato al castello per avere chiarimenti.
Ho raccolto notizie più dettagliate nel sito del comune di Galliate. Da notare che in questo sito, la notizia della vista guidata gratuita era riportata, con un breve accenno alla “X Settimana della Cultura”.
I costi affrontati sono stati veramente minimi, solamente il costo della benzina per il trasporto.
Per l’occasione era gratuito anche il parcheggio.
Il costo della visita normalmente sarebbe di 6,00 euro (per i giovani fino a 19 anni 5,00 euro, mentre sotto i 14 anni gratuito) comprensivo però della visita al Museo Angelo Bozzola, comprendete opere di scultura, pittura e grafica di questo autore contemporaneo, che però non era compreso nella visita offerta in occasione della “Settimana della Cultura” (era addirittura chiuso). Calcolando che il prezzo della visita del solo Museo sarebbe di 2,50 euro, penso che un ipotetico biglietto d’ingresso al Castello a 3,50 euro, sarebbe decisamente vantaggioso per il fruitore; non mi esprimo sul prezzo complessivo, non avendo potuto visitare il Museo.
Chiedendo alla guida, ho scoperto che la visita a pagamento attira mediamente una decina di visitatori; la prospettiva di un tour gratuito ne ha richiamati ben 23; calcolando che qualche persona si è aggregata dopo che il percorso era già iniziato, si giunge ad una affluenza quasi tripla rispetto alla norma.
Poche persone sembravano al corrente dell’iniziativa legata alla “Settimana della Cultura”, nemmeno citata dalla guida (che però ne era al corrente). Sono rimasta sorpresa nel non vedere nemmeno una locandina legata all’evento, il cui logo ricorreva solamente nella cartolina legata alla presentazione della mostra su Michele Ferri.
La valutazione dell’evento a mio giudizio può ritenersi positiva e le informazioni mi sono sembrate esaustive, mi è spiaciuto che la guida non abbia fornito neppure minime indicazioni sulla mostra su Michele Ferri, che comunque faceva parte della visita.
Nel complesso posso dire che l’iniziativa ha avuto il merito di avvicinare un buon numero di persone al bene, in virtù dell’ingresso gratuito, ma senza creare nessuna consapevolezza dell’evento.
GIORNATA DI PRIMAVERA DEL FAI:
Chiesa di S. Antonio Abate (5-6 aprile 2008)
Il complesso che accoglie la chiesa nasce come ospedale alla fine del XII secolo; col trascorrere dei secoli, passando sotto il patronato dei frati antoniani, di alcune nobili famiglie milanesi e dei padri teatini, si arricchisce con la costruzione del campanile della metà del Quattrocento e dei due chiostri cinquecenteschi.
La chiesa assume la struttura attuale, a navata unica con tre cappelle per lato e profondo presbiterio, alla fine del Cinquecento, per iniziativa dei Teatini. L’apparato decorativo è estremamente ricco, di gusto tipicamente barocco, caratterizzato dalla presenza di molti stucchi dorati; la volta è interamente affrescata con episodi dedicati alla Storia della Vera Croce, nella navata (fratelli Carlone, 1630 c.), e a Storie di S. Antonio, nel presbiterio (Moncalvo, post 1610).
Le cappelle dedicate alla Passione e Ascensione, all’Annunciazione e all’Immacolata, a S. Gaetano da Thiene e a S. Andrea Avellino (importanti esponenti dell’ordine Teatino), presentano tele di grandissimi pittori attivi a Milano, tra cui Giulio Cesare e Camillo Procaccini, Cerano, Ludovico Carracci, Morazzone, Bernardino Campi e Giovanni Ambrogio Figino.
Nella chiesa è inoltre presente un bellissimo organo settecentesco, le fonti documentarie dimostrano che nel 1773 venne suonato addirittura da Mozart.
La scelta è stata motivata dalla decisione di svolgere uno stage con il FAI.
Il bene si trova in una zona centrale di Milano, facilmente raggiungibile dai mezzi pubblici.
L’evento è stato ampiamente segnalato: gli aderenti al FAI ricevono i programmi direttamente a casa, a Milano si trovavano manifesti e depliant informativi, la notizia è stata segnalata su riviste, quotidiani, da programmi e spot televisivi, anche su internet.
La visita era gratuita, ma si chiedeva una piccola offerta (2 euro) in cambio di un gadget (braccialetto).
Si sostenevano sicuramente costi indiretti legati agli spostamenti e alle eventuali necessità di ristorazione.
I visitatori nella gran parte hanno dato una risposta positiva all’evento, ovviamente ci sono state della lamentele per la lunga coda, ma accompagnate dalla consapevolezza che l’unica soluzione (anche proposta da alcuni) era di ripetere l’iniziativa in altri momenti dell’anno. I visitatori chiedevano spesso informazioni circa gli orari di apertura della chiesa e la volontà di tornare ad ammirarla.
A mio parere, un ulteriore elemento positivo è stato il coinvolgimento degli “Apprendisti Ciceroni”, studenti del liceo che, svolgendo l’attività di guide, hanno potuto acquisire una maggior consapevolezza dell’importanza della valorizzazione del patrimonio artistico.
Personalmente ho avuto modo di svolgere ricerche approfondite su un bene, collaborare alla formazione dei ragazzi e partecipare all’organizzazione dell’evento.
Credo che per una visita guidata di circa un’ora nell’intero complesso sarei disposta a spendere tra i 3 e i 5 euro.
Concludendo con una comparazione diretta dei due eventi, direi che in entrambi i casi c’è stata una buona risposta di pubblico, oserei dire ottima nel caso della “Giornata di Primavera”, che però è stata molto più sponsorizzata.
La “Settimana della Cultura” è passata un po’ in sordina, ma comunque ha attirato un buon numero di visitatori, alcuni dei quali si mostravano intenzionati a tornare.
Bisogna inoltre tener conto dell’oggettiva differenza di esposizione al pubblico che riceve un evento svolto nella città di Milano e uno invece che ha luogo in una cittadina di provincia.
Un’altra differenza da evidenziare è comunque il fatto che il FAI, cerca di coinvolgere i visitatori come veri “mecenati”: ciò, da un lato, si rende necessario per la vita dell’associazione stessa, e dall’altro contribuisce ad alzare il grado di consapevolezza del pubblico, facendolo sentire molto più coinvolto in prima persona.
Paola Borsa
Postato in: giornata FAI, settimana della cultura