Quale migliore occasione per rivisitare Villa Borromeo Visconti Litta a Lainate e vedere Villa Pusterla Arconati Crivelli a Limbiate?
“Una settimana fra le Groane” è l’iniziativa che me l’ha permesso. Dal 12 al 21 aprile è prevista l’apertura gratuita dei luoghi con visite guidate e una serie di eventi collaterali, come spettacoli, teatro, mostre, concerti e aperitivi. Vi partecipano nove Comuni a nord di Milano, (Arese, Baranzate, Bollate, Cesate, Garbagnate Milanese, Lainate, Novate Milanese, Senago, Solaro) e il Consorzio Parco delle Groane.
Ho deciso di prendervi parte perché desideravo operare un confronto con le altre iniziative delle scorse settimane (Settimana della Cultura e Giornate del FAI).
La documentazione necessaria mi era stata fornita a Villa Litta nella mia prima visita durante la Settimana della Cultura, quando il Ninfeo, una delle principali attrazioni della “villa di delizia”, era chiuso; mi era rimasto così il desiderio di visitarlo, alimentato anche dalle parole della guida.
Arrivata a Villa Litta in macchina, dopo una breve coda, la guida, sempre volontaria facente parte dell’Associazione Amici di Villa Litta, ci ha guidato verso il Ninfeo, svelandocene parte dei segreti. In quest’occasione è rimasta aperta al pubblico solo l’ala destra della struttura, naturalmente senza giochi d’acqua, che inizieranno il 4 maggio, quando il clima sarà più adatto. Ho notato che l’affluenza di persone era molto minore rispetto a quella riscontrata nella mia prima visita: probabilmente causa ne è stata la minore pubblicizzazione dell’evento, conosciuto per lo più nella zona di svolgimento.
Sono rimasta molto soddisfatta della visita, che ho ritenuto essere un completamento di quella effettuata durante la Settimana della Cultura; la guida ha messo in luce, nella sua descrizione degli ambienti e del giardino, aspetti nuovi ed è stato un po’ come riscoprire qualcosa che avevo già “assaggiato”; del resto la guida stessa paragona queste visite a degli aperitivi, preparatori alla vera visita al Ninfeo, che potremo svolgere da maggio in avanti pagando il biglietto di ingresso.
Lo stato di conservazione e tutela del sito è a mio avviso molto buono; apprezzabile è l’ingegno nella creazione di iniziative ed eventi che vivacizzano (come direbbe Kerbaker) il Ninfeo e che sono nello specifico: Notturni al Ninfeo, aperture speciali a Ferragosto, rievocazioni storiche e la possibilità di effettuare servizi fotografici nella villa.
Erano presenti nel Ninfeo dei ragazzi che hanno accompagnato la nostra visita a suon di musiche del Cinquecento per rendere ancora più suggestiva l’atmosfera e per un momento sembrava davvero di sentire le voci dei nobili ridere e divertirsi nelle sontuose feste organizzate nella villa.
Come successiva meta ho scelto Villa Pusterla Arconati Crivelli a Limbiate, perché era una delle poche a non richiedere la prenotazione telefonica, che non avevo potuto effettuare.
Raggiungere la villa è estremamente complicato per una persona che non sia del posto, poichè non ci sono indicazioni. Si trova lontana dal centro abitato, vicino ad un Centro Commerciale e quasi immersa nella campagna, precisamente in località Mombello: la villa ha grande importanza nel territorio come una delle maggiori testimonianze dell’architettura lombarda del Settecento.
Un palazzo di tipo fortificato, con 4 torri, c’era già nel 1340, proprietà Pusterla. Esso passò nel Cinquecento agli Arconati e nel 1718 ai Crivelli. Fu il conte Giuseppe Angelo Crivelli a trasformarla in una residenza con giardino all’italiana, che divenne importante crocevia politico. A lui si deve la solenne impostazione dell’edificio, con portico d’accesso e grande salone e l’invenzione dell’articolato sistema di scalinate. Annessa vi è la Chiesa di San Francesco, con facciata barocca rimaneggiata nel 1922-1923 con l’aggiunta del campanile. Ospiti celebri furono Ferdinando IV di Borbone nel 1786 e Napoleone: in San Francesco vennero celebrate le nozze di Paolina Bonaparte con Carlo Vittorio Emanuele Leclerc; nell’Ottocento venne adibita ad Istituto psichiatrico, oggi ospita l’Istituto Tecnico Agrario L.Castiglioni di Limbiate.
Purtroppo la destinazione ospedaliera prima e scolastica poi hanno fortemente compromesso l’insieme, che oggi si presenta al visitatore in uno stato di moderata trascuratezza. Vedere aule e banchi, bagni e corridoi desolati al posto dello splendore di un tempo colpisce in modo particolarmente negativo.
Anche il giardino non si presenta affatto curato; nell’insieme la villa appare in uno stato di decadenza di dannunziana memoria.
L’organizzazione delle visite sembrava qui essere stata presa in carico dalla scuola stessa; studenti come guide, proiezione di immagini in aula magna, tutto aveva il sapore di una organizzazione amatoriale.
Non sono riuscita ad effettuare una visita guidata, perché sono arrivata circa mezz’ora prima della chiusura, quindi ho dovuto gestire da sola il percorso. Certo non ho potuto apprezzarla come Villa Litta, a causa sia dei limiti strutturali, sia di quelli organizzativi.
All’interno della scuola erano presenti dei ritagli di giornale che testimoniavano quanti soldi fossero stati spesi per restaurare la villa e la sua importanza artistica e storica: ma allora perché non valorizzarla, trasferendo la scuola in un’altra sede e proteggendo la struttura in modo più adeguato? E perché non mettere indicazioni più chiare per raggiungerla?
Mi è sembrato quasi che si volesse proteggere la villa dai visitatori che non fossero del luogo, rendendola praticamente introvabile ai più; ma in questo modo a cosa può servire renderla parte dell’iniziativa “ Una settimana fra le Groane”, (che ha il chiaro fine di aprire ad un pubblico più vasto ville e chiese per sensibilizzarlo alle ricchezza del territorio locale)? Le diverse contraddizioni riscontrate non mi hanno permesso di dare un giudizio positivo nel complesso alla visita e chiaramente la mia DAP è pari a zero in questo caso.
Per quanto concerne l’iniziativa “Una settimana fra le Groane”, credo che prenderò parte anche alle visite del prossimo week end per aver un’idea più completa dell’evento; anche se meno sensazionale rispetto alla Settimana della Cultura e alle Giornate del FAI, e forse più che altro nota agli abitanti della zona, la trovo un’occasione stimolante per vedere luoghi della nostra storia, magari non conosciuti o altrimenti inaccessibili, gratuitamente.
Michela De Riso
n° matr. 3500327
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