Ricevo e pubblico (articolo di Barbara Veronelli).
Domenica 6 aprile
In occasione della 16^ giornata Fai di primavera ho deciso di visitare i beni aperti nella mia cittadina: Chiavenna, in provincia di Sondrio. Mi sembrava, infatti, la circostanza ideale per valorizzare il patrimonio locale (forse anche suggestionata dalla lettura del libro di De Varine “Le radici del futuro”).
Ho iniziato con la visita guidata (ingresso e guida gratuita) del Palazzo Vertemate Franchi di Piuro (a circa 3 km di distanza da Chiavenna), una delle più prestigiose dimore signorili del ‘500 nella provincia di Sondrio.
Costruito su commissione dei fratelli Luigi e Guglielmo Vertemate Franchi, esponenti di una delle famiglie più ricche della città con fiorenti attività commerciali, il Palazzo è l’unico edificio che si salvò dalla frana del 1618 che sommerse il paese con molti dei suoi abitanti.
La facciata dell’edificio è sobria ed essenziale ed è circondata da un giardino all’italiana, un frutteto, un vigneto, un castagneto e una serie di edifici rustici essenziali per la conduzione delle attività agricole che si svolgevano nella tenuta.
All’interno le sale sono riccamente ammobiliate e affrescate. I soggetti prevalenti sono di tipo mitologico e di autore sconosciuto.
Lungo i corridoi si possono vedere una serie di ritratti di famiglia, alcuni dipinti a soggetto religioso e due grandi tele rappresentanti il paese prima e dopo la frana del 1618, importantissime testimonianze storiche-documentarie.
Le meraviglie del palazzo sono sicuramente “Stue” e soffitti intarsiati di notevole qualità e in ottimo stato conservativo.
Nel pomeriggio ho poi visitato le vie del centro storico lasciandomi accompagnare dal percorso organizzato di cui facevano parte diversi edifici. Partendo dal Portone e dalla Chiesa di S. Maria, passando per Palazzo Malugani-Balestra, Palazzo Pestalozzi ed ex Palazzo Pretorio, sono giunta alla Collegiata di S. Lorenzo con battistero e museo annessi e infine al Museo Mulino di Bottonera, Palazzo Balbiani e Palazzo Salis.
Si tratta delle residenze più rappresentative della cittadina (alcune di esse private e quindi solitamente non accessibili al pubblico), e degli edifici religiosi di maggior valore. Importantissimi soprattutto il fonte battesimale risalente al 1156, ricavato da un unico blocco di pietra ollare e decorato da un rilievo che descrive la cerimonia del Sabato Santo, e il Museo del Tesoro con la “Pace di Chiavenna”, coperta di evangeliario dell’XI-XII secolo, in oro sbalzato e filigranato, gemme, perle e smalti, capolavoro dell’oreficeria medievale.
L’intero percorso, interamente percorribile a piedi, ben segnalato e completamente gratuito, è stato molto piacevole e non solo per l’assenza di code e per la ricchezza storico-artistica presentata ma anche, e soprattutto, perchè come guide c’erano gli “apprendisti Ciceroni” delle scuole secondarie di primo grado del paese. Ragazzi dalla 1^ alla 3^ media, più o meno disinvolti, simpatici e preparati che accompagnavano i visitatori all’interno degli edifici. Mi è sembrato l’aspetto più significativo e utile per avvicinare i più giovani e le loro famiglie alle bellezze della loro terra, coinvolgerli in un’iniziativa culturale che avrà senz’altro un’influenza positiva sul loro futuro.
Costi: di solo trasporto per raggiungere Chiavenna (navetta gratuita per il Palazzo Vertemati- Franchi)
Pubblicità/informazioni: migliori rispetto alla settimana della cultura ma ancora pochi i volantini distribuiti
Postato in: giornata FAI
Ero a chiavenna esattamente nel medesimo weekend per fare un masterclass di musica. Il corso prevedeva anche una visita guidata per il centro storico e devo ammettere di essere rimasto molto colpito: nel cuore della valtchiavenna ci sono, oltre a meravigliose montagne, numerosissimi edifici interessanti.
Vicino a chiavenna, mi hanno consigliato di andare a visitare la chiesa di Campedello (mi pare si chiamasse così il posto. E’ sulla statale dopo l’hotel Aurora).
Nonstante abiti a Lecco, non sapevo di un ricco patrimonio a così poca distanza e così ben integrato con l’ambiente circostante. Ho potuto notare che gli edifici di pregio, dai più importanti ai meno significativi, sono tutti parimenti tutelati e mantenuti in condizioni ottime. Un plauso all’amministrazione ed alle comunità montane. Credo sarebbe cosa utile aumentare la sponsorizzazione del patrimonio cittadino e valligiano.