Kerbaker, Settis, de Varine…ma noi “abitanti della terra” ?

Con questo titolo un pò strano mi piaceva rimarcare, senza assolutamente voler essere sfacciato e presuntuoso, il ruolo forse a volte poco considerato di noi abituali… “abitanti del pianeta terra”!

In tutti i commenti sui 3 testi in esame si riscontra sempre l’approvazione o meno di determinate opinioni, piuttosto che eventuali tentativi di dimostrare con esempi pratici la veridicità o meno delle affermazioni degli autori.

Naturalmente anche io ho precise idee in merito più o meno d’accordo sia con gli autori che con i commentatori.

La mia riflessione però non vuole, diciamo così, parteggiare per una o per l’altra parte ma vorrebbe cercare di prendere, o meglio apprendere concetti, idee e spiegazioni da tutti e cercare di inglobarle verso un percorso diciamo così più intimo e personale.

 

Ritengo infatti, e qui sottolineo la volontà di non essere presuntuoso, che come i 3 autori vedono le cose in modo diverso, anche noi “abitanti del pianeta terra” siamo molto diversi e, difficilmente concordiamo in tutto e per tutto ma da questo dovremmo riuscire a creare dibattito e riflessione.

 

Mi avvalgo di alcuni esempi che vengono da alcune mie esperienze personali.

-     Pensando a Kerbaker…

Collaborando con l’organizzazione di un Festival nel mio paese mi è sovente inviare mail di richiesta disponibilità e costi verso artisti, compagnie teatrali ecc.; a volte è incredibile come le risposte arrivino dopo settimane o addirittura è necessario sollecitarle più volte.

Ma mi domando, avendo lavorato pure per un azienda commerciale, cosa sarebbe successo se una richiesta di preventivo fosse restata sulla scrivania per più di 2 giorni ?

-     Pensando a Settis…

Mi capita sovente discutere sulle poche possibilità date a noi giovani bloccati da questa generazione di sessanta/settantenni ancora in carica sia nel campo del lavoro che nel campo politico.

Resto quindi sbalordito quando leggo in un intervista di Settis sul venerdì di Repubblica che lui vorrebbe in carica i docenti universitari anche fino a 100 anni !!!

Requisito fondamentale: le capacità individuali.

-     Pensando a de Varine

A Lubiana alcuni anni fa sono stato ospite di un bellissimo Ostello, recuperato nell’edificio di ex carceri alla periferia della città, quest’opera fa parte di un progetto di recupero del quartiere.

Negli spazi limitrofi sono soventi attività culturali ed artistiche al fine di sviluppare la zona circostante

Ho assistito ad un concerto di violino, ma di gente indigena ben poca !

 

Forse occorre riflettere bene su tutto quello che ci circonda, se penso che concordo appieno con le visioni di Kerbaker, poi mi trovo spiazzato dalle “provocazioni” di Settis, se de Varine mi indica una strada da seguire poi non ne vedo i risultati o viceversa.

Non credete che da ognuno di loro occorra appunto apprendere per poi approfondire?

 

E soprattutto, e con questo concludo, con tutti gli sforzi che facciamo sia per lo studio che per il lavoro e per la passione che mettiamo in tutto quello che amiamo fare sia in ambito culturale ma anche sportivo o ecologico, a volte non sembra di essere un po’ un don Chisciotte che si trova a combattere contro i mulini a vento di questa società ?

Società creata da noi stessi, “abitanti della terra”, che sembra imporci attraverso messaggi soprattutto mediatici, l’esatto opposto di ciò vorremmo fare ed essere.

È per questo che il: “ma noi…?” del titolo vuole essere forse un arma o un motivo di coraggio per cercare di dare forza ed azione alle spinte date dalle nostre ambizioni, cercando di farci condizionare il meno possibile ma utilizzando il “sapere profittevole” per coinvolgere e rendere partecipi attivi  i nostri amici “marziani”!!!

 

Schiavi Gian Mario

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