
Daniel barenboim, La musica sveglia il tempo, Feltrinelli, 2007, p. 185, 15,00€
A proposito dell’incontro con barenboim…
Un bel libro. Un bel libro diviso in due parti: la prima “più meravigliosa”, squisitamente musicale, “teoria dell’interpretazione per i non addetti ai lavori”, alcuni hanno detto. La seconda è la storia di un’orchestra, di un’integrazione, di un avventura. Poco più di 120 pagine (esclusa l’appendice) scritte con chiarezza e con amore. Per musicisti, per non musicisti.
Io l’ho letto in un mese. A voler essere precisi, l’ho letto in un paio di viaggi in treno, e poi ancora per un mese intero, ma solo parzialmente. Sarò in aula magna a farmi autografare la prima metà del libro, quella piena di foglietti, di sottolineature, di note a margine, di aggiunte, di pensieri personali, di passioni. La parte squisitamente astratta, quella che parla di musica, non di politica.
“Questo non è un libro per musicisti o per non musicisti, è piuttosto un libro per le menti curiose di scoprire la corrispondenza tra musica e vita, e la saggezza che diventa comprensibile all’orecchio pensante. Tali scoperte non sono privilegi riservati ai musicisti di grande talento che fin dalla tenera età ricevono una educazione musicale, nè una torre d’avorio od un lusso riservato ai ricchi; sono convinto che sviluppare l’intelligenza dell’orecchio sia una necessità fondamentale”
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