L’impossibile è più facile del difficile

Vi segnalo questo prestigioso evento: partecipare numerosi sarà un importante segno di sostegno al nostro corso di laurea.

Celebrazioni per il 60° anno della Facoltà di Economia

L’Impossibile è più facile del difficile

Incontro con il Maestro

Daniel Barenboim

e la

West-Eastern Divan Orchestra

Aula magna

12 giugno 2008 ore 18

Il M° Daniel Barenboim è uno dei massimi musicisti al livello internazionale. Nato a Buenos Aires nel 1942, riceve le prime lezioni di pianoforte a cinque anni e dà il suo primo concerto pubblico a sette anni. Nel 1952 si trasferisce in Israele con i genitori. A undici anni segue le lezioni di direzione d’orchestra tenute a Salisburgo da Igor Markévitch. Durante quella estate incontra anche Wilhelm Furtwängler e suona per lui. Furtwängler scrive allora: “L’undicenne Daniel Barenboim è un fenomeno”.

A dieci anni debutta in sede internazionale come pianista a Vienna, Roma, Parigi (1955), Londra (1956) e New York (1957). Da allora effettua tournées in Europa, e negli Stati Uniti, ma anche in Sud America, Australia e Estremo Oriente.

Nel 1954 inizia la sua carrire discografica come pianista. Negli anni Sessanta registra i Concerti per pianoforte di Beethoven con Otto Klemperer, di Brahms con John Barbirolli nonché tutti quelli di Mozart con la English Chamber Orchestra, in questo caso sia come pianista sia come direttore.

Fin dal suo debutto come direttore nel 1967 a Londra con la Philharmonia Orchestra, è molto richiesto in tutto il mondo. Fra il 1975 e il 1989 è direttore principale dell’Orchestre de Paris dove sovente programma lavori di compositori contemporanei quali Lutoslawski, Berio, Boulez, Henze, Dutilleux.

Debutta come direttore operistico al Festival di Edimburgo nel1973 con Don Giovanni di Mozart. Nel 1981 dirige per la prima volta a Bayreuth dove tornerà ogni estate per diciotto anni fino al 1999. In questo periodo dirige Tristan und Isolde, Der Ring des Nibelungen, Parsifal e Dei Meistersinger von Nurnberg di Wagner.

Dal 1991 è direttore principale della Chicago Symphony Orchestra e dal 1992 direttore musicale generale della Deutsche Staatsoper di Berlino.

Nel 2000 la Staatskapelle di Berlino lo proclama direttore principale a vita.

Sia nel repertorio operistico che in quello sinfonico Daniel Barenboim e la Staatskapelle lavorano a vasti cicli compositivi. Elogi internazionali salutano sia la rappresentazione ciclica di tutte le opere di Richard Wagner alla Staatsoper di Berlino sia la presentazione di tutte le Sinfonie di Beethoven e di Schumann, eseguite non solo a Berlino, ma anche a Vienna, New York e Tokyo.

Nel 2005 Barenboim fonda con i musicisti della Staatskapelle un “kindergarten musicale”.

Durante il 2007 ha eseguito tutte le sinfonie di Mahler.

Nel 1999 Daniel Barenboim fonda,assieme al letterario palestinese Edward Said, il West-Eastern Divan Workshop che ogni estate riunisce giovani musicisti di Israele e dei Pesi arabi per suonare musica insieme.

Nell’estate 2005 l’Orchestra presenta nella città palestinese di Ramallah un concerto di alto significato storico, trasmesso in televisione. Il workshop cerca di stabilire un dialogo fra le varie culture del Medio Oriente e di promuovere l’esperienza di “suonare insieme”.

Nel 2002 Daniel Barenboim e Edward Said ottengono il Principe de Asturia Prize nella città spagnola di Oviedo per i loro tentativi di pace.

Nel novembre dello stesso anno Daniel Barenboim ottiene il Tolerance Preis dalla Evangelische Akademie Tutsing come pure il “Großes Verdienstkreuz mit Stern” della Germania. Nel 2004 viene onorato per il suo lavoro di riconciliazione in Medio Oriente dal Deutscher Koordinierungs-Rat con la Buber-Rosenzweig-Medaille. Nel marzo 2004 è insignito dello Isreale Wolf Foundation’s Art Prize nella Knesset di Gerusalemme. Nella primavera 2006 gli viene consegnato il “Kulturgroschen”, il più alto onore concesso dal Deutscher Kulturrat. In maggio riceve l’International Ernst von Siemens Musikpreis nel corso di una cerimonia a Vienna. Nello stesso mese, a Francoforte, viene insignito del “premio per la pace “della “Geschwister Korn undGerstenmann-Stiftung”. A inizio febbraio 2007, a Wiesbaden, ottiene il “Hessischer Friedenpres 2006”. Nel marzo dello stesso anno gli viene consegnata la “Goethe Medaille”. Nello stesso mese il Presidente francese Jacques Chirac gli consegna a Berlino “la Cravate de Commandeur dans l’Ordre National de la Légion d’honneur”.

Con l’inizio della stagione 2007-08 del Teatro alla Scala inizia anche per Barenboim un periodo di stretta collaborazione con la Scale dove diventa Maestro Scaligero e inaugura la Stagione con il Tristan Und Isolde.

Dopo l’incontro in Università Cattolica, ultimerà alla Scala il ciclo delle sonate di Beethoven che sta tenendo contemporaneamente nel teatro milanese e al Barbican di Londra e debutterà, dopo il successo ottenuto a Berlino, con il Giocatore di Prokof’ev.

La West-Eastern Divan è una orchestra formata da giovani musicisti professionisti provenienti dallo Stato di Israele e da paesi arabi del Medioriente (Palestina, Siria, Giordania, Arabia, Egitto) e integrata da giovani colleghi spagnoli. E’ stata fondata nel 1999 dal maestro israelo-argentino Daniel Barenboim e dal filosofo palestinese-statunitense Edward Said (poi scomparso nel 2005) al preciso scopo di dare una possibilità ai musicisti che ne fanno parte di entrare in contatto tra loro e di dialogare con l’universo umano, sociale politico e culturale dei loro colleghi: una possibilità che l’attuale situazione politica non renderebbe loro possibile. Perciò l’orchestra si è data il nome “Divano occidentale-orientale”, ispirandosi al titolo di una raccolta di poesie di Goethe, che tra il 1814 e il 1817 aveva vissuto una nuova primavera creativa, grazie alla scoperta dell’Islam e allo studio della grande poesia persiana di Hâfez (XIV sec.). Il risultato di questi anni di esplorazione appassionata fu la raccolta di poesia Il Divano occidentale-orientale, un titolo che rendeva omaggio alla summa della poesia di Hâfez, il Divan appunto, che in persiano significava “canzoniere”, nella quale due culture diverse ma non antitetiche, quella occidentale e quella orientale appunto, si completano l’una nell’altra.

L’iniziativa ha ricevuto il sostegno logistico e finanziario dapprima dalla città tedesca di Weimar, poi dalla Junta de Andalucia, dove i quasi cento musicisti si danno appuntamento ogni estate per lavorare in un workshop con professori provenienti dalle migliori orchestre europee e per preparare un programma da concerto da effettuarsi poi in tournée nei mesi di agosto e settembre. Mentre godono dell’opportunità di una autentica crescita professionale, dimostrata dalle numerose incisioni discografiche e videografiche, i giovani professori d’orchestra imparano, attraverso la musica, ad ascoltare e a far convivere una polifonia di voci diverse (umane, religiose, politiche, culturali) in un modo che i fautori dell’iniziativa ritengono più efficace, seppur non sostitutivo, dei colloqui di pace che intercorrono tra le delegazioni diplomatiche dei rispettivi paesi: un modo insomma di conoscersi e rispettarsi, pur mantenendo le diversità, che costituisce il miglior fondamento di ogni politica di pace nell’area del Medioriente.

Dal 1999 a oggi, l’orchestra ha effettuato concerti in ogni parte d’Europa (anche in Italia, alla Scala, nel settembre 2006) e nelle Americhe. Un particolare traguardo simbolico ha rappresentato per il “Divano” l’effettuazione del concerto a Ramallah, in Palestina, nell’agosto 2005, proprio mentre era in corso il ritiro delle truppe israeliane dalla Striscia di Gaza: un avvenimento costruito tra mille difficoltà logistiche ma che ha permesso di lasciare un segno duraturo di convivenza e tolleranza in una città martoriata dalle scorribande terroristico-militari.

Tutti i concerti del “Divano” sono diretti da Daniel Barenboim. Con l’orchestra hanno suonato anche solisti di fama internazionale come il violoncellista Yo Yo Ma.

L’iniziativa è stata curata dal Corso di Laurea in Economia e Gestione dei Beni Culturali e dello spettacolo, interfacoltà tra Economia e Lettere e Filosofia e prevede anche che l’Università Cattolica del S.Cuore contribuisca attivamente a seguire e a incentivare il lavoro dei ragazzi della West-Eastern Divan Orchestra attraverso il conferimento di una borsa di studio per il sostegno della formazione di uno degli orchestrali.

Per motivi organizzativi, si prega di confermare la propria partecipazione all’ufficio manifestazioni 02.72343848.

Museo dei Muratori !!!

Sfogliando un quotidiano locale mi sono trovato di fronte, fresco di studio del manuale di de Varine, questo articolo: “Un museo per i muratori, è il primo d’Italia”….”la raccolta, inaugurata a Carenno (Lecco), un tempo considerato la patria dei maestri dell’edilizia”….”Attrezzi, documenti e immagini recuperati secondo le tecniche della  tradizione”.

http://www.ecodibergamo.it/EcoOnLine/CRONACA/2008/05/19_MuseoMuratori.shtml

Non ho avuto ancora il tempo di lanciarmi in questa visita che, seppure un pò insolita, mi incuriosisce molto, e spero anche a tutti Voi.

Schiavi Gian mario

 

il Louvre,capolavori a Verona. Ritratti e figure

Contributo di raissa chinello,:

ciao, volevo segnalarvi un’iniziativa molto interessante!
“il Louvre,capolavori a Verona. Ritratti e figure”
Verona
Palazzo della Gran Guardia
19settembre 2008 al 15 febbraio 2009

È grazie alla collaborazione del Louvre, uno dei più prestigiosi musei del mondo, della Città di Verona e di Linea d’ombra che si è potuta organizzare quest’esposizione davvero senza pari. Vi sono raccolti più di un centinaio di capolavori provenienti dai Dipartimenti di Pittura, Scultura e Arti grafiche della grande Istituzione parigina. Tuttavia non si è trattato di concepire una mostra che riunisse, senza rapporto tra di essi, una successione di quadri importanti sotto il titolo Capolavori dal Museo del Louvre. Il nostro lavoro di studio e ricerca ci ha portati a individuare un tema che permettesse di sviluppare in maniera scientifica una tesi al servizio della storia dell’arte. I risultati di questo lavoro saranno contenuti nel catalogo, che verrà pubblicato in occasione della mostra e si tradurranno in un corpus di saggi che testimonieranno delle ricerche nostre e degli studiosi invitati.
L’esposizione si sviluppa attorno al tema della figura umana e del ritratto e si suddivide in cinque sezioni nelle quali dialogano quadri, sculture e disegni dalla fine del XV secolo alla prima parte del XIX. Queste opere si legano, sala dopo sala, non in base a un criterio cronologico, ma in maniera tematica e sensibile, guidate dal denominatore comune della “Bellezza” nel senso ampio del termine e per quanto esso appartiene alla sfera del tragico e della meraviglia. Le cinque sezioni comprendono circa 140 opere, in maggioranza quadri; il percorso inizia con la rappresentazione della società, nell’espressione del suo realismo ma anche con connotazioni fantastiche e di allegoria che alcuni pittori hanno saputo realizzare. Dopo il fasto del ritratto ufficiale, la mostra prosegue con l’evocazione dell’intimità, sia essa profana o sacra. Da una rappresentazione molto esteriore, incentrata sugli aspetti sociali, si procede quindi verso un mondo fatto di silenzio e riflessione per arrivare, nella quarta sezione, al ritratto dell’anima. Quest’ultimo ci rivela sia l’emozione o il dolore espressi dal volto sia l’immagine di un corpo sofferente o in estasi, espressione dunque del sentire dell’anima. L’ultima parte dell’esposizione ci guida infine al silenzioso ritratto della morte, tanto in campo mitologico che religioso.
Ma, al di là della tematica, è necessario insistere sul carattere di eccezionalità dei prestiti concessi dal Musée du Louvre. Primo fra tutti, l’arrivo a Verona di quel capolavoro assoluto che è La Belle Ferronnière di Leonardo da Vinci e che, da solo, rappresenta un avvenimento a sé. Il quadro lascia per la prima volta le pareti del Louvre e solo la sua esposizione al Palazzo della Gran Guardia costituisce un evento espositivo; anche il celebre Ritratto d’uomo di Sandro Botticelli è concesso in prestito per la prima volta. Vorremmo insistere sul fatto che un numero così ampio di capolavori, appartenenti a uno stesso museo e riuniti contemporaneamente in occasione di un’unica esposizione, è realmente un fatto eccezionale. Solo per ricordare alcuni artisti basti citare Tiziano, Veronese, Botticelli, Raffaello, El Greco, Goya, David, Ingres, Fragonard, Géricault, Bronzino, Carracci, Rubens, Velázquez, Van Dyck, Rembrandt, Poussin, de la Tour, Tintoretto, Reni, Holbein, Cranach, Dürer, Tiepolo, Guercino, Bernini, Ribera. Ed è solamente una parte degli artisti presenti, sia nella pittura come nella scultura e nel disegno.
http://www.linedombra.it

se siete interessati all’evento, potremmo organizzare una visita colletiva.

FESTA DI SANTA GIULIA

Volevo segnalarvi un appuntamento consueto di questi ultimi anni: Domenica 25 maggio, a Brescia, si terrà la Festa di Santa Giulia. Si tratta di un’iniziativa culturale promossa dalla Provincia di Brescia che invita tutte le associazioni artistiche, culturali in genere, musei, fondazioni e quant’altro (della provincia) ad esporre il proprio materiale informativo e ad organizzarsi con gazebi dislocati su tutta la lunga via Musei, una delle zone storiche più belle della città. La manifestazione prende il nome dal grandioso complesso di edifici che costituiva un tempo il magnifico monastero benedettino femminile di Santa Giulia, fondato nel 753 d.C. dal re longobardo Desiderio. Al monastero vi è annassa la stupenda basilica di San Salvatore risalente all’ VIII secolo d.C..
L’imponente costruzione sorge proprio nella zona nord-orientale della città antica (attuale via Musei) dove, nel corso dei secoli, si sono sovrapposte e stratificate notevoli testimonianze archeologiche e monumentali. Il monastero, adibito oggi a museo, presenta esposizioni di vari periodi storici: antico, celtico, romano, longobardo, comunale, fino all’occupazione veneta. Sono in mostra anche le raccolte che provengono dalle donazioni di grandi ed antiche collezioni private.
Insomma, domenica se siete in zona approfittatene sia per visitare il monastero che per partecipare alla manifestazione…non ne rimarrete delusi!!!!
Ilaria Mirani

“Formidabili quegli anni”

Volevo segnalare la lettura di questo libro: “Formidabili quegli anni” di Mario Capanna.

Non riguarda fondamentalmente ne i beni culturali ne l’economia ma, rifacendomi un pò alle idee di de Varine, ritengo possa essere interessante leggerlo nel 40° anniversario degli avvenimenti del ‘68, senza per questo voler entrare in merito all’ ancora attuale dibattito tra l’autore e il rettore dell’università.

Sopratutto per chi come il sottoscritto non è milanese, ritengo interessante cercare di conoscere i fatti che si son sviluppati proprio nei chiostri della “nostra” Università Cattolica, patrimonio della memoria questo che non deve essere dimenticato.

Rimarco ciò grazie anche ad uno spettacolo di teatro-canzone interpretato da Giulio Casale da poco in circolazione con il titolo omonimo che riprende gli stessi argomenti e li amplifica ed approfondisce spostando l’attenzione, grazie anche all’ausilio della musica, sul fatto di conoscere il proprio passato per poi poter meglio sviluppare il proprio futuro.

Grazie per l’attenzione

Schiavi Gian mario 

 

Mostra di Vitali, Lecco

Cari colleghi,

  anche io vi consiglio una mostra. http://www.assedili.lecco.it/files/Mostra/index.htm

Vitali è un artista poliedrico, di recente scoperta, nonstante si dedichi all’arte da diversi anni. Dipinge e realizza stampe di vario genere. Le sue incisioni sono assai rinomate, mentre le tele vengono esposte al pubblico per la prima volta.

E’ un evento più unico che raro per la città di Lecco: l’amministrazione comunale non ha infatti mai organizzato o permesso prima d’ora manifestazioni di tale importanza. Gli interventi si sono limitati a raffazzonate ed insensate raccolte di quadri ed ad inutili tentativi di valorizzazione del patrimonio manzoniano (seppure con risultati scarsi se non nulli).

Ogni domenica, fino alla chiusura della mostra, è possibile usufruire di una visita guidata (ore 17)completamente gratuita e curata da ragazzi che si sono formati per la maggior parte presso la Cattolica. I posteggi per le auto sono abbondanti e di comoda manovra!!!

Durante il Giugno Lecchese, malorganizzata accozzaglia di eventi musicali e teatrali della città, saranno possibili visite gratuite serali.

Ho sentito numerosi pareri e tutti erano concordi con l’affermare la perfetta riuscita della mostra. Anche io mi allineo a questa posizione.

In bocca al lupo per l’esame.

Geo

mostra Enrico Carozzi ed Aldo Cortina

Volevo segnalare a tutti la mostra “Due amici, una passione:la pittura” dedicata ad Aldo Cortina ed Enrico Carozzi, due pittori milanesi poco conosciuti ma che sono stati molto attivi ed apprezzati soprattutto nel panorama artistico italiano e che hanno contribuito ad esaltare con le loro tele il cuore vero della vecchia Milano, ritraendo con le loro pennellate gli scorci più belli e suggestivi della nostra città. La mostra è aperta ogni domenica dalle 10.00 alle 20.00 fino all’ultima domenica di maggio ed è ubicata in uno degli angoli più caratteristici di Milano: il vicolo dei lavandai (alzaia naviglio grande). L’ingresso è libero. Consiglio vivamente questo evento a tutti coloro che sono affezionati a questa città per rivivere gli anni più vivi e i luoghi, sconosciuti a molti, della nostra Milano.

Tommaso Abbiati

Segnalazione bibliografica: MUSEI E BENI CULTURALI: VERSO UN MODELLO DI GOVERNANCE, di M. Montella

Mondadori Electa, 2003Volevo segnalare questo libro a tutti coloro che, come la sottoscritta, hanno una scarsa conoscenza delle problematiche economico-gestionali relative ai Beni Culturali. Musei e beniculturali: verso un modello di governance (Milano: Mondadori Electa S.p.A, 2003) è un testo scritto da Massimo Montella (tra gli altri incarichi è dirigente presso la Regione Umbria per i musei e i beni culturali ed è docente di Economia e Gestione dei Beni Culturali presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Macerata) e focalizzato sul tentativo di dare una contestualizzazione della sistuazione della gestione (nel senso più ampio del termine) dei Beni Culturali non solo nella storia della nostra legislazione, ma anche in relazione ai più recenti sviluppi dell’economia (ci sono riferimenti alla new economy) e al definirsi di un nuovo rapporto tra società e istituzioni (il welfare society fino al cosiddetto welfare mix). E’ utile, credo, soprattutto per venire in contatto con termini, per noi storici dell’arte, spesso nuovi, ma che (anche per esempio in Hugues de Varines) ricorrono non raramente quando si parla di gestione dei Beni Culturali (soprattutto quando questa viene affrontata a livello regionale e locale): sussidiarietà, sviluppo sostenibile, governance. Una posizione interessante l’ho notata nel secondo capitolo (Funzioni, tecniche e finalità, da pagina 3 8) che inserisce chiaramente la conoscenza delle cose e dei Beni Culturali nel campo della tutela (e non, per esempio, nella promozione). Dopo capitoli molto più specifici, relativi all’Economia dei Beni e degli istituti culturali, a una definizione e una riflessione sulla nozione di Museo Moderno e di Azienda di gestione dei Beni Culturali, concentrandosi anche sull’Economia della prevenzione del rischio ambientale, concludono il testo delle riflessioni sulla Nuova Regolamentazione dei musei per i beni culturali (distinti concettualmente dagli altri musei - Ex. Scienza e tecnologia, relativi all’informatica, ecc.). Molto chiaro e funzionale anche l’apparato legislativo.

Alessandra Turetta

 

lezione 10 - le radici del futuro

Scarica la presentazione.

Questo spazio è dedicato a domande, commenti, osservazioni.

“l’arte si finanzia con il Lotto”

Volevo segnalarvi questo articolo,mi sembrava interessante soprattutto in relazione alla lezione 9. Forse alcuni di voi l’avranno già letto..

http://archiviostorico.corriere.it/2008/maggio/11/Restauri_pochi_soldi_spesi_solo_co_9_080511168.shtml